sabato 19 ottobre 2013

Quando i Novanta sono i nuovi Ottanta: Angela Lansbury wannabe

Sottotitolo, Tutto torna. 


Che titolo lungo, sto post. 
E' tutta la settimana che penso a come scrivere questo post, ma non ho mai avuto tempo. Anzi apro la parentesi del COSA HO IMPARATO QUESTA SETTIMANA. 
Questa settimana ho imparato che esistono delle appropriate varianti di colore per gli asciugamani da usare quando (spero non vi capiti mai, a meno che non sia per una cosa bella, tipo un parto che ne so) si va in ospedale. 
Il color melanzana NON è uno di questi. 
Il lilla, l'avorio, il cipria e tutte le tonalità di rosa e azzurro invece lo sono.
A quanto pare la savlietta deep purple fa contadina. 
Opinione materna, non mia. 

Ah e ho finalmente capito com'è fatto un menisco. 
Anzi uno dei menischi perché sono più di uno.
Il mio menisco. 
Che per la cronaca, è rotto. 
Evvai! 
Grazie Karma.  

A parte queste interessanti notizie da Settimana enigmistica, devo ammettere che nelle ultime settimane ho notato un pericoloso trend alert (wow, come sono trendy a dire Trend alert!!). 

Non starò qui a spiegarvi come mai io guardi la Signora in giallo, per gli amici la signora Fletcher, ma io la guardo.
La guardo da mille anni, anche se ho la capacità di dimenticare quasi istantaneamente trame/movente/colpevoli, probabilmente ho qualche problema con la memoria a breve termine quindi per me è come se ogni puntata fosse a brand new one. 
Ciò che invece non mi sfugge sono gli outfit che la Jessica mi sfoggia in ogni puntata. 
Fino all'anno scorso deridevo con la madre le giacche con le spalline, i girocollo e le longuette, i foulard e gli occhialoni in tartaruga. 
E adesso? 
Ora no cavolo.  

Bisogna fare una premessa. 
La signora Fletcher è andato in onda per una cosa come dodici anni, DODICI LUNGHI ANNI, dal 1984 al 1996, coprendo così un periodo lunghissimo e assolutamente determinante per la moda. 
Sono gli anni di ascesa delle grandi top che sono top anche ora, dello sfavillante mondo della moda che con la pubblicità diventa fenomeno di costume e prodotto di massa. 
C'è stato il boom economico e blablabla. 
Io non lo so, sono nata a fine anni Ottanta e tutto ciò che ricordo di moda sono le gonne pantalone e le Sebago che tra l'altro odiavo e ora scopro che le portano i fighetti, boh. 

Adesso voi riderete, ma guardate che la signora Fletcher è (era?) avanti! 
O forse boh, siamo noi che siamo indietro e questa è solo la dimostrazione che non sappiamo più cosa inventarci e in realtà ci vengono propinate sempre le stesse cose (cose che tra 10 anni ci faranno morire dalla vergogna sfogliando le foto di gruppo di cene  o serate varie, che guarderemo e commenteremo scusandoci con frasi come "no ma andavano un sacco di moda i crop top! Giuro!" tra le risate generali).  

Ma guardàtela! 
La camicina polka-dots, il blazer pesante giallo, la camicia col pull, il cappotto over o il trench con la pratica tracollina per poter correre da una scena del crimine all'altra! 
E queste sono le più banali che posso mostrarvi. 
Ieri la Jessica aveva indosso un maglioncino animalier, blazer nero con completo pantalone (erano pur sempre gli anni Novanta, non possiamo pretendere), girocollo in oro giallo bello pesante, tracolla in pelle. 
Preferisco ignorare le scarpe della Jess perché erano pur sempre roba da è bello camminare in una valle verde. 
Per dire. 
Come avrei voluto vestirmi io l'altro giorno. 

Comunque su internet ho trovato poche foto davvero dignitose dove si possano vedere bene gli outfit della Fletcher. 
Però devo ammettere che questa vecchietta è davvero deliziosa. 
Lei e i suoi capelli eternamente biondi. 
Lei che fa giardinaggio con la camicia bianca e il pull, col foulard. 
Lei che del pied-de-poule ha fatto uno stile di vita. 
Mai più senza orecchini a bottone.  









 


Chi era la costumista della serie? 
O forse è tutta farina del sacco della Angela (Lansbury)? 
Chi lo sa. 
Adottami Angela!

In ogni caso, badate bene che con l'aria che tira... altro che Ferragni, è la Fletcher la nuova it-girl! 
O It-granny, vabbeh è uguale. 
Con qualche accorgimento, la vecchina dà spunti davvero interessanti. 

Chiudo con un'altra piccola parte del Cosa ho imparato oggi scrivendo il post. 

Ho imparato che Oprah ha ANCHE una linea di abbigliamento (what the hell?!).





lunedì 14 ottobre 2013

Here we go again: Dr. Martens

Lo sapevo. 
LO. SAPEVO. 

I Dr. Martens tornano alla grande per questo prossimo (ma quale prossimo, ormai ci siamo già dentro fino al collo, eh già) autunno-inverno. 
E io che da teen ho avuto un'anima un po' rock con la neve che cadeva copiosa per tutto l'inverno non potevo certo mettermi i Moon Boot, che per inciso SONO LA MORTE. Cioeh, io ve lo dico. 
Noi qua in montagna, quelli che dalle città ci arrivano su coi Moon Boot osceni (anche quando non c'è neve, ma perché lo fate, PERCHE'?), beh insomma noi li prendiamo in giro. 
Pesantemente. 
Ho capito che siete qua in settimana bianca e lo scarponcino lo sfruttate poco, poi al ritorno in città.
Però. 
Dai EH.
Mettetevi un anfibio. Una scarpa da trailrunning, uno scarponcino sobrio della Decathlon, un ca**o di Timberland. Non mi interessa. 
Ma il Moon Boot no. 
Siamo nel 2013 porcamiseria. 
Oppure fatelo e verrete sfottuti a vita. 
Sì. 
Ma mi sembra un argomento succoso quindi credo lo terrò per un altro post sugli outfit da neve. 

Proseguiamo dunque. 
Insomma finalmente a 16 anni riesco a convincere la madreh a comprarmi i Dr. Martens. Neri, classici. Quelli originali ovviamente perché io già lì dovevo cagare un po' il ca**o.  
Insomma li prendo e pure un numero più grande così ci metto il supercalzettone di lana (forse anche doppio), e insomma col mio stile un po' grunge e i miei Dr. Martens ci passo tranquilla asciutta e al calduccio ben due inverni. 
Poi più nulla. 
Comincio l'università e vengo proiettata nel fantastico mondo urbano, non c'è più bisogno di scarpe col carroarmato per sfidare il ghiaccio, Urrà! 
Non ho più bisogno di uscire bardata come il Dottor Zivago per la neve, posso anche essere carina! 
E scopro le ballerine. 
E col grande freddo, scopro gli stivali di pelle, tipo da cavallerizza. 
Amore a prima vista. 
Ma per far ritorno tra i Monti, devo rassegnarmi all'anfibio. 
Che non metto perché mi sembra troppo grossolano, TROPPO. 
Sono una cittadina, ora. 
Poi arrivarono gli Ugg ma quella è un'altra storia. 

Ma io che sono comunque una persona saggia, e SO che prima o poi tutto torna (grazie mamma che invece di buttare le famose bomboniere, hai buttato via i tuoi Montgomery e  i cappotti nuovi o il giacchino tartan, grazie di cuore proprio) i miei Dr. Martens li ho conservati. 
E già l'anno scorso c'era un po' il presentimento che sarebbero tornati in auge, ma io ero troppo presa per la mania per le Clarks per accorgermene. 
E insomma eccoli qua, vedo che impazzano alla grande su blog e Instagram vari e tutti li indossavano già ad agosto anche se fuori facevano 36 gradi e il piede rinchiuso lì dentro col caldo secondo me cominciava ad assomigliare a una fetta di gorgonzola ma insomma il gorgonzola non è trendy come il sushi quindi lasciamo perdere (ma come fanno a metterseli col caldo?). 

Detto questo. 
Coi look e lo stile grunge che va molto quest'anno, lo scozzese, il nero eccetera eccetera ce lo vedo proprio bene, quindi perché non rispolverare sto benedetto anfibio, tirarlo fuori dall'armadio e sfruttarlo per quest'inverno? Perché non so con cosa metterlo. 
Perché mi sembra di avere un piede gigante e l'ultima volta che li ho messi mille miliardi di anni fa erano coperti dai pantaloni a zampa e per effetto ottico il piede sembrava più piccolino. 
Ma adesso, con sti skinny, o i chino. Che si fa? 
Mi sento esposta. 
Mi sento come una gigantessa.
Non sembrerò il pagliaccio Baraldi? 
Finora mi sono limitata a tirarli fuori dalla scatola, girarli e rigirarli e guardarmeli per bene e a rimetterli nella scatola. 
Mi manca l'ispirazione. 
Anche perché i miei sono il modello alto, non vorrei sembrare Sid Vicious col piede da clown. Ora vanno molto quelli bassi tipo stringata che sembrano decisamente "meno pesanti" in un look e anche più semplici da abbinare. 
Ma i miei? 





Escludo CATEGORICAMENTE l'anfibio con gamba nuda e gonna. 
Parlo per me, ovviamente. 
Con la calza bella coprente potrebbe anche starci, però l'effetto cotechino è sempre dietro l'angolo (parlo SEMPRE per me. Ma quando ricomincia zumba?). 
Non mi resta che metterlo coi pantaloni, coi colori più scuri che mi ispirano di più. Ma tipo i cargo? Gli skinny? 
Ecco qualche proposta (e vabbeh, loro son sempre delle gran faighe, io sembrerò certamente la sorella brutta di Courtney Love). 
Stay tuned!


  

da sin. fashionvibe.com - gabion12th.com - glambistro.com - Elisa Taviti on chicismo.it 

Quando supererò il trauma da macchina fotografica, magari riuscirò a postare qualche foto. 
SEH come no.

venerdì 11 ottobre 2013

Winter is coming/Polyvore

Thè caldo e copertina. 
Qua fa UN FREDDO CANE. 
E naturalmente cosa c'è di meglio di un bel parka tipo questo, per combattere il gelo in arrivo? 
Mi dispiace ma sfido CHIUNQUE a dire che un cappotto in panno è meglio di un giaccone in piumino come questo (e qua sui vari blogghe, ne ho sentite parecchie dire così. Col cappottino alla francese siete tanto bon ton e carine, ma - scusate il gergo da camionista - diventate anche dure dal freddo). 

Winter is coming


Bersagli facili e Isabel Marant pour H&M

Premettiamo che nei momenti di sconforto da Università comincio sempre a fantasticare su una possibile carriera in qualche colosso dell'abbigliamento, tipo che ne so H&M, Zara, Mango, Calzedonia.
Qualche anno fa, presa da un raptus ho cominciato a scandagliare i siti di questi marchi cliccando alla voce LAVORA CON NOI. Mi si è aperto un mondo. Vedevo tutto rosa (e il rosa ci piace, un rosa cipria però).
Ah ma allora di lavoro ce n'è!
E guarda che nomi fighi!
Altro che commessa! Sales advisor! Department manager!
Guarda come sono tutti giuovani, carini e collaborativi!
E puoi fare carriera e salire in cima alla piramide, se sei uno in gamba!
E da H&M ti fanno pure vedere i video della serie YES YOU CAN! E dopo due minuti pensi ma chi, io? Proprio io? Potrei farcela, Sìì!
Potrei iniziare come commessa (ma i commessi ce l'hanno lo sconto del 20%?) e poi se sono brava diventare responsabile di reparto (ma i responsabili di reparto ce l'hanno lo sconto del 20% ?) e poi responsabile di negozio (ma i responsabili di negozio ce l'hanno lo sconto?) e poi finire a fare robe trendy tipo supervisore di qualcosa (i supervisori - sconto - EH?) e poi infine manager (beh i manager non hanno bisogno dello sconto perché c'hanno un sacco di danari e sono onesti e pagano tutto a prezzo intero. Ma mi sa che ce l'hanno lo sconto).
POTREI FARE CARRIERA DA H&M!
E' così facile cazzarola! Come ho fatto a non pensarci prima? Altro che università!
E perché nessun altro ci ha pensato?
E ti ritrovi lì in pigiama con una maglia imbarazzante della tuta, come un'ebete alla scrivania con le braccia alzate stile DiCaprio Sono il re del mondoo!

Ma guarda te che buontemponi sti scandinavi. Sarà vero?
Sembra troppo bello per essere vero.
Ma magari sì.
Comunque io alla fine, l'anno scorso sempre durante un altro raptus isterico da tesi ho mandato la mia candidatura a Calzedonia per fare l'assistente alla tizia addetta stampa. Con una laurea in Editoria, ho fatto stage in radio, conosco 2 lingue straniere, ho lavorato parecchio come commessa (serve?).
Magari mi raccolgono che ne so.
Per uno stage o cose così.
Compilo il form, allego il mio bel CV in pdf, scritto con cura senza dimenticare nulla 'ché la mia amica Giulia che lavora alle risorse umane in un'azienda very important di Milano si è raccomandata di mettere dentro tutto anche se hai fatto la cameriera/commessa e anche le attività di volontariato in team Che fai sempre bella figura.
La mia carriera spiccherà il volo!
Sì.
Sì me lo sento.



NON MI HANNO MAI RISPOSTO.
Mai.
Neanche una mail di quelle standard con scritto "le faremo sapere".
Vaffanculo Calzedonia.
Non comprerò mai più niente da te.
E neanche dalle altre tue aziende. Tezenis. Falconeri. Intimissimi.

No vabbeh dai, Intimissimi sì.

Solo ai saldi però.


Insomma tutta sta pappardella per dire che in fondo forse sono un bersaglio facile.
Basta un video con facce sorridenti per farmi davvero credere che potrei cambiare la mia vita così.
Mi basta essere bombardata da immagini di un qualsivoglia capo d'abbigliamento, che dopo qualche reticenza iniziale finirò per accettarlo e dire Massì mi piace. 
Ma soprattutto, LO COMPRO.
Tipo le slippers (ma quelle non le ho ancora comprate).
Tipo gli Ugg (sì lo so, ne parlo anche qua ma cosa credete, all'inizio proprio li odiavo).
Tipo i pantaloni a sigaretta quando hanno cominciato a fare timidamente la loro comparsa in mezzo a orde di pantaloni a zampa, quando ancora andavano di moda. (Pantaloni a zampa? What is pantaloni a zampa?). 
La bustina matelassè che ho detto NO/PASSAPAROLA mi fa anziana e poi ho ceduto (ma la mia è di Mango).
Cose così insomma.
Quelli della pubblicità - come direbbe mia nonna, insomma quelli - sono bravi per la miseria.
Ti mettono giù le cose che zac e tac, ti vien voglia di comprarle. 
O addirittura di andare a vederle.
Anche solo di prendere in mano una clutch, per quanto orribile essa sia. Ma sei come attratta da lei e intanto pensi mammaoh se è brutta, andiamo a vederla da vicino... Poi naturalmente hai il neurone croce rossa che arriva subito e dice NO NON LO FARE, E' PUR SEMPRE UNA CLUTCH DI ANNA DELLO RUSSO PER H&M, POSALA  METTI LE MANI IN ALTO E NESSUNO SI FARA' MALE. 

Anche se sono un bersaglio facile, devo dire però che non sono una di quelle che va in visibilio per le collaborazioni tra un marchio cheap come H&M e i vari Jimmy Choo, Versace, Marni solo per citarne alcuni.
Forse non conosco abbastanza la storia e tutte le collezioni di questi marchi per poter apprezzare appieno questo tipo di collaborazioni e comprendere del tutto chi vuole a tutti i costi avere un capo del repertorio di un dato stilista. 
Credo che molti prodotti di queste collezioni limitate siano un po' troppo d'avanguardia per essere compresi dal grande pubblico. 
Sono capi dallo stile ricercato, a volte troppo, che comunque vengono riprodotti con materiali di qualità inferiore rispetto agli originali, e spesso anche la fattura non è ottima (ricordo di aver letto dei post in giro sui pantaloni di Marni per H&M, la cui vestibilità era davvero pessima). 
Marni è Marni, Marni per H&M è un'altra cosa. 
Di positivo c'è che grazie a queste limited edition si ha la possibilità di avere (se si ha cu.. ehm fortuna, perché spesso vanno esaurite in tempo zero) un capo cult di un determinato stilista a un prezzo inferiore. 
Con tutte le variabili del caso dette prima (vestibilità/fattura diverse).
Stiamo pur sempre parlando di H&M.
Comunque.
Il 14 novembre dovrebbe uscire la collezione della parigina Isabel Marant per H&M.
Ho guardato qua e là la preview della capsule collection.
Ci sono ovviamente delle rivisitazioni dei capi cult di questa stilista, maglioni e stampe navajo, frange su stivali e pantaloni in pelle. Non ho visto le celeberrime sneakers con la zeppa (che per inciso aborro, sneakers + zeppa =  perché?) e grazieaddio perché ormai di brutte copie di queste ne abbiamo viste di ogni e per favore almeno tu H&M risparmiaci questo scempio TE PREGO, anche se non è detto visto che la scarpa zeppata è proprio uno dei cavalli di battaglia della Isabella.
Ci sarà la coda in ogni negozio il giorno dell'uscita della collezione, come è stato per Marni o per Lanvin?
Chi lo sa.
Personalmente credo di no. Che una stilista così boho attiri una clientela piuttosto selezionata che non scende necessariamente a compromessi visto il prezzo degli abiti, è certo. Quindi non penso che attirerà le masse (e graziealcielo visto che non voglio sapere dove andrebbero a finire quei pantaloni bianchi di pelle coi laccetti laterali, navajo quel che ti pare, ma anche molto balcani style secondo me) anche perché solitamente i prezzi sono comunque piuttosto alti rispetto alla media di H&M. 

Personalmente trovo carino il cappotto in lana con cappuccio e il giacchino col risvolto in pelle e cintura in vita, che comunque credo non acquisterò per 2 motivi: uno. perché sono ancora in esilio forzato e l'h&m più vicino è tipo a 200 km da qui, due. perché ho messo gli occhi su un montgomery di benetton davvero davvero D A V V E R O carino.

Ma ora che ci penso. Se alla fine i fossi diventata una commessa di H&M,  e avessi avuto lo sconto del 20%, li avrei comprati? 
Chissà se avrei avuto lo sconto, però. 



Isabel Marant h&m


giovedì 10 ottobre 2013

Nobody likes you when you're 23. Neither when you're 25.

Mi rendo conto che è un po' presto per arrendersi. 
E che solo due giorni fa ho scritto che stavo cercando casa. 
Però mi sento di non volerlo più fare. 
L'università. 
Cercare casa. 
Boh.
Di chi era quella canzone I quit, I give up... Edie Brickell (scusa Edie ma sta canzone è proprio la depressione pura, ma in questa giornata devo ammettere che i miei sentim... NAH Edie. Non scherziamo. Non sono così depressa). 
Insomma ho cercato e cercato, spulciato sti annunci, chiamato miliardi di persone (dieci in un solo pomeriggio, PER DIRE) e niente. NIENTE. 
Peggio che cercare un bikini con i due pezzi coordinati e della stessa taglia da Tezenis dopo i saldi del 70%. IL NULLA. 

Ho visto foto di case oscene, case costose, case lontane - troppo lontane, appartamenti dove le tizie erano stipate dentro come i topi in stanze triple con armadi minuscoli e senza scrivanie, case in quartieri malfamati a prezzi esorbitanti (290 euro la doppia per una casa fatiscente dietro la stazione? Are you fuckin' kiddin' me?!), ma soprattutto ho visitato le peggiori bettole e ho visto con i miei occhi padroni di casa (un saluto a Codaliscia e alla sua coda bianco-giallognola di capelli secchi lunghi fino al culo, ciao amico) che sembravano seriamente aver bisogno di una doccia e di un cambio di abiti alla Caritas, che alla richiesta del contratto registrato hanno amabilmente chiesto di NON registrarlo. Gente che ha decine di appartamenti. 
Gente che c'ha li sòrdi. Anzi gente (pezzente) piena de sòrdi, come direbbe Black Swan. 

Gli unici appartamenti interessanti, carini e/o con prezzi ragionevoli erano naturalmente già stati occupati. 
Siamo sicuri? 
Oddio non è che per caso hanno detto così solo perché hanno visto il profilo del sito di affitti e hanno pensato "mammaoh che faccia da culo questa". 
Non dovevo mettere la foto. 
Loro e la loro foto di merda "Metti una tua foto! Hai 5 volte più probabilità di non essere contattato!". 
StigranQaatsi. 
C'ho la faccia brutta e uno pensa brutta faccia - brutta persona. 
Non piaccio a nessuno.
La PARANOIA. 
Ecco. Lo sapevo. 
Sto sul culo a tutti. 
E stamattina mi hanno annullato l'unica lezione della giornata a 5 minuti dall'inizio e mi sono fatta un'ora e mezza di macchina per nulla. 
E ieri uguale. 
E oggi dovevo anche vedere un appartamento ma ho dimenticato a casa il telefono e adesso io la granny padrona di casa come la chiamo? 
Vabeh. 
Posso raggiungere la via intanto, al limite suono tutti i campanelli del palazzo, a uno la vecchia risponderà. No? 
Non so dov'è la via. 
Non ho una mappa. E senza il cellulare con maps sono davvero persa. 
Chiedo all'info point dell'università, ma a quanto pare se non ti sei ancora immatricolato ti scansano come la peste. 
Non posso fare nulla. 
La tizia della segreteria mi ricorda che sono una fallita "signorina, ma non lo ha un amico qui che le possa prestare un telefono? O le credenziali per l'accesso a internet nella sala pc di facoltà?" 
NO. Non ho nessuno. 
E voglio andare a casa e piove e i capelli mi stanno di merda e mi sento tutta unticcia in faccia. 
E mi fa anche male un piede che ieri a guardare appartamenti ho macinato chilometri su e giù per la città e mi son venute le vesciche. 
Zoppa, zuppa, coi capelli imbarazzanti e il viso triste ritorno alla macchina. 

CHE GIORNATA DI MERDA. 

Proseguendo con il turpiloquio mi rendo conto solo ora che (in ordine) : 
- sono in sindrome premestruale e non lo sapevo (e questo cambia le cose da tragiche a tragicomiche, livello che per inciso è un gradino sopra il ODIO LA MIA VITA ma io credevo di essere in quello sotto quindi tanto meglio così). 

- rimembro ora di aver letto da qualche parte che chi scrive un blog lo fa perché è terapeutico, ciò implica che se scrivi un blog devi avere DEI PROBLEMI. Quanto è vero. Però io dico. Dovrebbe essere terapeutico, ma uno lo fa perché spera in qualche modo di essere letto, seguito, apprezzato. E se come nel mio caso ci sono persone che ti leggono ma nessuno commenta giusto per dire Ehi, io ci sono, non sei completamente pazza io ogni tanto ti leggo? 
E se non ti caga nessuno?  
Se non hai un feedback, scrivere serve davvero a qualcosa?  


Ecco appunto. 
Edie, odio ammetterlo ma you were right.