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venerdì 1 novembre 2013

Zalando, piumini e la legge di Murphy

Se c'è qualcosa che ho capito in questi anni di scouting online di abiti, piumini, scarpe è che la legge di Murphy è assolutamente valida anche nel mondo degli acquisti  dei MIEI acquisti online.
La legge di Murphy è la legge secondo cui if anything can go wrong, it will.
Nel mio caso, it ALWAYS will.
Ormai è una filosofia di vita.
Non appena mi decido a comprare qualcosa dopo innumerevoli controlli incrociati di taglie/colori scendendo inevitabilmente a compromessi dato che magari quel preciso colore o la mia taglia non sono più disponibili, non appena clicco per ordinare state pur sicuri che il colore o la taglia del capo perfetto torneranno disponibili.
O peggio, è garantito che il numero della Nike Dual Fusion grigia e rosa tornerà disponibile su Zalando giusto il trentesimo giorno dalla consegna della Nike che ho dovuto ordinare azzurra proprio perché grigia non c'era più.
E già.
Perché oltre al dramma di avere dei piedi da gigante, devo anche sorbirmi lo strazio delle scarpe coi colori da uomo.
E credetemi che quelle da running, si vede se sono da uomo.

Comunque, ne avevo trovate un paio con dei vezzosissimi profili rosa ma appunto secondo la legge di Murphy erano disponibili in tutte le misure TRANNE la mia.
Acquistare quelle azzurre (da donna anche quelle, ci mancherebbe altro eh) è stata una decisione sofferta.
Molto sofferta.
Una volta arrivate a casa le ho messe rimesse provate e riprovate in casa con pantaloni di tutti i tipi perché non ero convinta, facendo attenzione a non sporcarle per poterle eventualmente restituire entro 30 giorni.
Quando alla fine le ho messe per uscire, ormai rassegnata all'idea che non avrei mai potuto avere quelle grigie e rosa, la sera stessa le Nike dei miei sogni e della mia taglia sono tornate disponibili su Zalando.
In promozione al 20% in meno.


Ma vaffancuore.




E quindi non posso fare il reso.
Vabbeh.
Questa è purtroppo una storia che si ripete molto spesso sempre.
Come quando ho cercato un piumino di Aspesi per mesi, amandolo da lontano e tentando di scovarlo online a prezzi dignitosi.
Quando finalmente mi sono decisa a comprarne un altro di un altro brand, ecco che esce la collezione di piumini di Dafne Maio con Alberto Aspesi per OVS a prezzi dignitosissimi.

, Verde militare, hi-res, Rosa cipria, hi-res, Nero, hi-res












Credo siano andati sold out nel giro di qualche giorno, tra l'altro.
Non sono bellissimi?
Ciao Dafne, ciao.

Non oso immaginare cosa accadrà quando mi deciderò a comprare il Montgomery che ho adocchiato alla Benetton.
Ma in quel caso ho deciso di fare alla vecchia maniera, ossia appostarmi il primo giorno di saldi davanti al negozio e al momento dell'apertura sgomitare come un rugbista.
O una vecchietta sull'autobus in città all'ora di punta.
Sia mai che secondo la legge di Murphy io cada per terra e mi rompa il femore.




mercoledì 30 ottobre 2013

Bio cosmesi e altre cose che forse non interessano a nessuno

In questo post farò come un incantatore di serpenti. 
Anzi mi incanto da sola, giusto per trovare qualche altra scusa che mi giustifichi perché continuo a comprare roba su internet. 
Ma non solo vestiti o scarpe, o borse. 

Ultimamente faccio come le vecchie che guardano le televendite, sto ore su internet e compro saponi, rulli per dipingere. 
Tra un po' mi compro la scopa elettrica a vapore. 
O un piumone coprimaterasso. 
Sì piumone, un giorno ti avrò e sarai mio e soltanto mio, ci apparterremo l'un l'altra e nessuno ci separerà. 

Ma partiamo con ordine, sennò che incantatrice sono? 

Dunque, chi mi conosce sa che io ho un'anima green. 
Faccio sempre la differenziata separando con attenzione i materiali cercando di non farmi sfuggire nulla (anche in viaggio! Sembra una cavolata ma guardate che non è facile viaggiare/magari trovarsi a mangiare in treno e all'arrivo in stazione dover buttare bucce di mele/tovaglioli/sacchetto del panino o quelle cose lì... Quando lo faccio e mi rassegno all'idea di dover gettare tutto nell'indifferenziato mi piange il cuore, sarà che da noi in Trentino la differenziata si fa da molti anni o che sono solo una che si fa troppi problemi sempre e da sempre), sto attenta a non sprecare la carta e l'acqua, cerco di usare i mezzi il meno possibile anche se in questo periodo causa Università e ginocchio mi tocca usare l'auto (che per inciso, volevamo comprare ibrida ma alla Toyota ci hanno detto che per un'ibrida come la volevamo noi avremmo dovuto aspettare la bellezza di 180 giorni MINIMO). 
E credetemi che questo stile di vita ha comportato una serie di prese in giro non indifferenti da parte delle mie coinquiline negli anni scorsi. 


Comunque.
Ultimamente grazie alla mia amica Black Swan sto in fissa per i prodotti cosmetici eco-bio, leggo sempre  mi faccio sempre leggere e tradurre gli INCI (ossia la lista degli ingredienti di un prodotto) da Black Swan e ho finalmente imparato che i siliconi-dimeticoni-un par de co...oni sono per la mia pelle un categorico MAI PIU' CON.  
Forse sarà che solo a guardarli mi vengono dei punti neri grossi come limoni? 
Vi giuro che io invidio profondamente tutte quelle mie amiche che "nooo guarda io uso la Nivea soft da una vita, mai avuto problemi..." e hanno una pelle compatta e luminosa che io posso solo sognare, nonostante io stia lì a farmi il gommage settimanale, le maschere purificanti, usi latte detergente, tonico o acqua micellare SEMPRE e abbia provato innumerevoli creme più o meno costose. 
Devo ammettere però che da quando sto più attenta a ciò che mi metto in faccia, la mia pelle è notevolmente migliorata e ad essere sincera, anche le mie finanze (perché in giro ci sono un sacco di creme che costano una cifra e sono piene di schifezze o semplicemente di paraffina liquida. E che una cosa costi un botto non significa necessariamente che sia di qualità). 
Quindi ora leggo e mi informo prima di comprare qualcosa, anche se come già detto sono un bersaglio facile e quando passo davanti a Lush o da L'Occitane provo l'irrefrenabile desiderio di entrare e comprare ma sto facendo davvero lo brava e cerco di resistere (tipo alcolista anonima. Ciao, sono A*** e non uso roba dal profumo nauseabondo da un anno e mezzo). 

Quindi ecco, al momento uso un po' di tutto ma cose che comunque non contengono troppe schifezze.
Oddio, non fraintendete... Non è che io mi lavi il viso con la rugiada e come crema usi la clorofilla di foglie d'acacia distillata, non sono così Pro. 
Però sto attenta e anzi, ho scoperto diversi prodottini che non sono niente male, però vi avverto che se siete di quelle che No io la roba la compro solo in profumeria vi dico già che questa nun è robba pe' vvoi. 
Quello della cosmesi bio da pellegrina (aka persona con una visione oculata delle proprie finanze) è un mondo difficile, fatto di lunghe ricerche online su blog e forum dove troverete un universo parallelo ENORME e dove perderete le notti leggendo ogni commento. 
E perderete anche qualche pomeriggio per cercare di riprodurre gli intrugli che le bio-eco fregne vi propongono. 
E oltre a perdere tempo, se siete come me perderete anche la pazienza perché le ricette anzi LE COSE non vi vengono come a loro dei forum. 


Tipo l'henne ambrato.
Checcazzo.  

Comunque, tutto questo per dire che another world is possible senza spendere un occhio della testa per avere prodotti decenti anche per truccarsi (tipo i minerali della Nevecosmetics o della e.l.f.) o per - e qui uso terminologia da Pro - la detersione quotidiana. 

Tipo questo. 




Questo sapone di Dr. Bonner all-in-one, in teoria è sia per corpo che per il viso, a base di sapone di marsiglia biologico-ecologico tutto quanto 'nzomma, deterge senza aggredire ma pulisce. 
Pulisce a fondo. 
Sgrassa ma non aggredisce. 
Do you know what I mean?
La mattina ti alzi unticcia, e sei già piegata dalla sofferenza per esserti dovuta alzare e non c'hai voglia di stare lì col latte detergente e il tonico, i detergenti in gel ti fanno tirare la faccia che neanche fossi Ivana Trump all'ennesimo lifting e questo di prima mattina TI URTA, quindi ecco la soluzione. 
Ti lavi la faccia con questo, ne basta una gocciolina per fare una schiumettina che ha un buon profumino agli agrumi, tea tree o lavanda, menta boh vedete voi e vi sgrassa tutto, il profumo di pulito che sa di buono vi risolleva l'umore e la pelle subito dopo non tira.  
Quanto poco ci basta per essere felici? 

Ve lo dico io.

Sette euro o poco più. 
Su Asos, però (ho appena ricontrollato, il prezzo è aumentato un pochino ed è rimasto solo quello alla rosa). 
Da &Other Stories costa un po' di più e per le poracce come noi che non sono di Milano a questo costo si aggiungono le spese di spedizione. 
Stessa cosa su ebay. 
Ma figliole andate e ravanate in giro nell'intero mondo universo web e qualcosa signore mie, qualcosa troverete.
Compratelo amiche e non ve ne pentirete! 
Se non altro per le scritte assurde con raccomandazioni in inglese che riempiono l'intera bottiglietta e che potrete divertirvi a leggere nei momenti di noia chessò quando siete sul water e state dando prova di voi stesse contro la stitichezza. 
Per dire. 


Tutto questo teatrino inutile per dire che mi era finalmente arrivato il pacco di Asos e che sto sapone che sto usando da qualche settimana ormai, è davvero una bomba. 
Ve l'ho detto che sarei stata come un'incantatrice di serpenti, no?  






lunedì 14 ottobre 2013

Here we go again: Dr. Martens

Lo sapevo. 
LO. SAPEVO. 

I Dr. Martens tornano alla grande per questo prossimo (ma quale prossimo, ormai ci siamo già dentro fino al collo, eh già) autunno-inverno. 
E io che da teen ho avuto un'anima un po' rock con la neve che cadeva copiosa per tutto l'inverno non potevo certo mettermi i Moon Boot, che per inciso SONO LA MORTE. Cioeh, io ve lo dico. 
Noi qua in montagna, quelli che dalle città ci arrivano su coi Moon Boot osceni (anche quando non c'è neve, ma perché lo fate, PERCHE'?), beh insomma noi li prendiamo in giro. 
Pesantemente. 
Ho capito che siete qua in settimana bianca e lo scarponcino lo sfruttate poco, poi al ritorno in città.
Però. 
Dai EH.
Mettetevi un anfibio. Una scarpa da trailrunning, uno scarponcino sobrio della Decathlon, un ca**o di Timberland. Non mi interessa. 
Ma il Moon Boot no. 
Siamo nel 2013 porcamiseria. 
Oppure fatelo e verrete sfottuti a vita. 
Sì. 
Ma mi sembra un argomento succoso quindi credo lo terrò per un altro post sugli outfit da neve. 

Proseguiamo dunque. 
Insomma finalmente a 16 anni riesco a convincere la madreh a comprarmi i Dr. Martens. Neri, classici. Quelli originali ovviamente perché io già lì dovevo cagare un po' il ca**o.  
Insomma li prendo e pure un numero più grande così ci metto il supercalzettone di lana (forse anche doppio), e insomma col mio stile un po' grunge e i miei Dr. Martens ci passo tranquilla asciutta e al calduccio ben due inverni. 
Poi più nulla. 
Comincio l'università e vengo proiettata nel fantastico mondo urbano, non c'è più bisogno di scarpe col carroarmato per sfidare il ghiaccio, Urrà! 
Non ho più bisogno di uscire bardata come il Dottor Zivago per la neve, posso anche essere carina! 
E scopro le ballerine. 
E col grande freddo, scopro gli stivali di pelle, tipo da cavallerizza. 
Amore a prima vista. 
Ma per far ritorno tra i Monti, devo rassegnarmi all'anfibio. 
Che non metto perché mi sembra troppo grossolano, TROPPO. 
Sono una cittadina, ora. 
Poi arrivarono gli Ugg ma quella è un'altra storia. 

Ma io che sono comunque una persona saggia, e SO che prima o poi tutto torna (grazie mamma che invece di buttare le famose bomboniere, hai buttato via i tuoi Montgomery e  i cappotti nuovi o il giacchino tartan, grazie di cuore proprio) i miei Dr. Martens li ho conservati. 
E già l'anno scorso c'era un po' il presentimento che sarebbero tornati in auge, ma io ero troppo presa per la mania per le Clarks per accorgermene. 
E insomma eccoli qua, vedo che impazzano alla grande su blog e Instagram vari e tutti li indossavano già ad agosto anche se fuori facevano 36 gradi e il piede rinchiuso lì dentro col caldo secondo me cominciava ad assomigliare a una fetta di gorgonzola ma insomma il gorgonzola non è trendy come il sushi quindi lasciamo perdere (ma come fanno a metterseli col caldo?). 

Detto questo. 
Coi look e lo stile grunge che va molto quest'anno, lo scozzese, il nero eccetera eccetera ce lo vedo proprio bene, quindi perché non rispolverare sto benedetto anfibio, tirarlo fuori dall'armadio e sfruttarlo per quest'inverno? Perché non so con cosa metterlo. 
Perché mi sembra di avere un piede gigante e l'ultima volta che li ho messi mille miliardi di anni fa erano coperti dai pantaloni a zampa e per effetto ottico il piede sembrava più piccolino. 
Ma adesso, con sti skinny, o i chino. Che si fa? 
Mi sento esposta. 
Mi sento come una gigantessa.
Non sembrerò il pagliaccio Baraldi? 
Finora mi sono limitata a tirarli fuori dalla scatola, girarli e rigirarli e guardarmeli per bene e a rimetterli nella scatola. 
Mi manca l'ispirazione. 
Anche perché i miei sono il modello alto, non vorrei sembrare Sid Vicious col piede da clown. Ora vanno molto quelli bassi tipo stringata che sembrano decisamente "meno pesanti" in un look e anche più semplici da abbinare. 
Ma i miei? 





Escludo CATEGORICAMENTE l'anfibio con gamba nuda e gonna. 
Parlo per me, ovviamente. 
Con la calza bella coprente potrebbe anche starci, però l'effetto cotechino è sempre dietro l'angolo (parlo SEMPRE per me. Ma quando ricomincia zumba?). 
Non mi resta che metterlo coi pantaloni, coi colori più scuri che mi ispirano di più. Ma tipo i cargo? Gli skinny? 
Ecco qualche proposta (e vabbeh, loro son sempre delle gran faighe, io sembrerò certamente la sorella brutta di Courtney Love). 
Stay tuned!


  

da sin. fashionvibe.com - gabion12th.com - glambistro.com - Elisa Taviti on chicismo.it 

Quando supererò il trauma da macchina fotografica, magari riuscirò a postare qualche foto. 
SEH come no.

giovedì 10 ottobre 2013

Nobody likes you when you're 23. Neither when you're 25.

Mi rendo conto che è un po' presto per arrendersi. 
E che solo due giorni fa ho scritto che stavo cercando casa. 
Però mi sento di non volerlo più fare. 
L'università. 
Cercare casa. 
Boh.
Di chi era quella canzone I quit, I give up... Edie Brickell (scusa Edie ma sta canzone è proprio la depressione pura, ma in questa giornata devo ammettere che i miei sentim... NAH Edie. Non scherziamo. Non sono così depressa). 
Insomma ho cercato e cercato, spulciato sti annunci, chiamato miliardi di persone (dieci in un solo pomeriggio, PER DIRE) e niente. NIENTE. 
Peggio che cercare un bikini con i due pezzi coordinati e della stessa taglia da Tezenis dopo i saldi del 70%. IL NULLA. 

Ho visto foto di case oscene, case costose, case lontane - troppo lontane, appartamenti dove le tizie erano stipate dentro come i topi in stanze triple con armadi minuscoli e senza scrivanie, case in quartieri malfamati a prezzi esorbitanti (290 euro la doppia per una casa fatiscente dietro la stazione? Are you fuckin' kiddin' me?!), ma soprattutto ho visitato le peggiori bettole e ho visto con i miei occhi padroni di casa (un saluto a Codaliscia e alla sua coda bianco-giallognola di capelli secchi lunghi fino al culo, ciao amico) che sembravano seriamente aver bisogno di una doccia e di un cambio di abiti alla Caritas, che alla richiesta del contratto registrato hanno amabilmente chiesto di NON registrarlo. Gente che ha decine di appartamenti. 
Gente che c'ha li sòrdi. Anzi gente (pezzente) piena de sòrdi, come direbbe Black Swan. 

Gli unici appartamenti interessanti, carini e/o con prezzi ragionevoli erano naturalmente già stati occupati. 
Siamo sicuri? 
Oddio non è che per caso hanno detto così solo perché hanno visto il profilo del sito di affitti e hanno pensato "mammaoh che faccia da culo questa". 
Non dovevo mettere la foto. 
Loro e la loro foto di merda "Metti una tua foto! Hai 5 volte più probabilità di non essere contattato!". 
StigranQaatsi. 
C'ho la faccia brutta e uno pensa brutta faccia - brutta persona. 
Non piaccio a nessuno.
La PARANOIA. 
Ecco. Lo sapevo. 
Sto sul culo a tutti. 
E stamattina mi hanno annullato l'unica lezione della giornata a 5 minuti dall'inizio e mi sono fatta un'ora e mezza di macchina per nulla. 
E ieri uguale. 
E oggi dovevo anche vedere un appartamento ma ho dimenticato a casa il telefono e adesso io la granny padrona di casa come la chiamo? 
Vabeh. 
Posso raggiungere la via intanto, al limite suono tutti i campanelli del palazzo, a uno la vecchia risponderà. No? 
Non so dov'è la via. 
Non ho una mappa. E senza il cellulare con maps sono davvero persa. 
Chiedo all'info point dell'università, ma a quanto pare se non ti sei ancora immatricolato ti scansano come la peste. 
Non posso fare nulla. 
La tizia della segreteria mi ricorda che sono una fallita "signorina, ma non lo ha un amico qui che le possa prestare un telefono? O le credenziali per l'accesso a internet nella sala pc di facoltà?" 
NO. Non ho nessuno. 
E voglio andare a casa e piove e i capelli mi stanno di merda e mi sento tutta unticcia in faccia. 
E mi fa anche male un piede che ieri a guardare appartamenti ho macinato chilometri su e giù per la città e mi son venute le vesciche. 
Zoppa, zuppa, coi capelli imbarazzanti e il viso triste ritorno alla macchina. 

CHE GIORNATA DI MERDA. 

Proseguendo con il turpiloquio mi rendo conto solo ora che (in ordine) : 
- sono in sindrome premestruale e non lo sapevo (e questo cambia le cose da tragiche a tragicomiche, livello che per inciso è un gradino sopra il ODIO LA MIA VITA ma io credevo di essere in quello sotto quindi tanto meglio così). 

- rimembro ora di aver letto da qualche parte che chi scrive un blog lo fa perché è terapeutico, ciò implica che se scrivi un blog devi avere DEI PROBLEMI. Quanto è vero. Però io dico. Dovrebbe essere terapeutico, ma uno lo fa perché spera in qualche modo di essere letto, seguito, apprezzato. E se come nel mio caso ci sono persone che ti leggono ma nessuno commenta giusto per dire Ehi, io ci sono, non sei completamente pazza io ogni tanto ti leggo? 
E se non ti caga nessuno?  
Se non hai un feedback, scrivere serve davvero a qualcosa?  


Ecco appunto. 
Edie, odio ammetterlo ma you were right.




martedì 8 ottobre 2013

Cercasi casa e coinquiline senza il vuoto pneumatico mentale disperatamente

Allora a dirla tutta io ero anche convinta e piena di buone intenzioni. 
Avevo detto che avrei fatto la pendolare, perché teoricamente le lezioni (poche) di questo semestre avrebbero dovuto consentirmi di farlo, per risparmiare un pochino, per dare una mano a casa, lavorare se possibile ma soprattutto PER POTER EVITARE TUTTA  QUELL'INESORABILE AGONIA che è LA RICERCA DI UNA STANZA IN AFFITTO. 
E spulciare tra gli annunci in bacheca. 
E cercare la stanza su siti vari. 
Anzi adesso mi dovete spiegare perché su easystanza.it mi devo registrare e dare i MIEI dati per vedere degli annunci di gente qualche volta pure abbastanza pezzente.
Gente che scrive un criptico "200 euro posto letto in zona giorno". STOP.Nessuna foto, niente. 
E cos'è? Un tappeto steso in terra? Un futon? Un divano-letto o un letto-divano? 
Agghiacciante.
Cioè. IO devo mettere una MIA foto così è più facile che io venga contattata come coinquilina, però TU gibbone decerebrato che cerchi un/a coinquilino/a per una stanza puoi anche fare a meno di mettere le foto della casa? E io povera crista come cavolo faccio a capire com'è la casa, leggo nel pensiero come Voldemort e mi immagino la stanza?
Per una sicurezza mia, dico.
Che ne so. Clicco Contatta l'utente e vorrei evitare di finire a vedere una topaia dove magari verrò squartata e mi verranno prelevati i reni per il traffico internazionale di organi. Per dire. 

Insomma oltre a questo stress da ricerca multimediale, c'è la paranoia dell'incontro. 
E della pseudopresentazione via messaggio, giusto per accordarsi su quando trovarsi per vedere la stanza in questione. 
Tipo sono una persona tranquilla, solare (solare?? ma chi sei, la Corvaglia al provino delle veline?) 
Allora. 
Sono una persona tranquilla, molto attenta alla pulizia (oddio ora sembrerò una psicopatica).
Scolta, teniamo buono il sono una persona tranquilla. Punto.
Passato questo scoglio, se qualcuno per grazia di dio decide che siete una persona di cui ci si può fidare, arriva il momento dell'incontro.
E presentarsi alle (ipotetiche) future coinquiline, sforzarsi di fare la rilassata e la simpatica mentre in realtà sto cercando di mettere in atto delle tecniche di manipolazione mentale degne di The mentalist per capire se le tipe sono davvero come dicono di essere "Sìì per le pulizie facciamo i turni, sempre!" SEH. 
"Noo i consumi qua sono bassissimi anche d'inverno" Mh. 
"Guarda noi siamo molto tranquille" Mah. 
Tutto questo mentre le squadro senza farmi notare e cerco di capire da come sono vestite che tipi sono (ma non funziona mai, canno sempre anzi credo che dedicherò un post alle prime impressioni epic fail).
E voi mi direte, ma se devi stracciare la minchia a tutti in sta maniera, perché non te ne vai a vivere da sola?
Il monolocale (sarebbeSsì l'opzione ideale, dato che sono una scassamaroni infinita - ma a onor del vero sono una che si scassa i maroni da sola, perché io brontolo a voce bassa ma poi. 
Poi riordino anche se non sono stata io, pulisco anche quando non è il mio turno, stresso per le bollette ma poi sospiro e pago in silenzio consumi inutili delle altre che udite udite accendono il forno un'ora UNA, per farsi una mela cotta UNA, caramellata) costa un botto, quindi andiamo di condivisione! Yeeh! 
Tutti amici come nei film di Moccia e company! Che bello avere vent'anni! 

No. Non abbiamo più 20 anni. Non io. Non 20 tondi, almeno. 
Io sono anziana, ho bisogno dei miei spazi, di non avere individui che mi gironzolano per casa alle 3 del mattino, o un qualsivoglia fidanzato siciliano che poverino è rimasto senza lavoro si ferma da noi un paio di notti - leggi UN MESE - che perde il pelo che manco fosse una volpe siberiana e fuma come un turco, usa i miei asciugamani (ORRORE!) e gli puzzano pure i piedi. 
Non posso combattere l'afrore d'ascella mortifera al Napalm della coinquilina siciliana che senza voglia alcuna di frequentare ha ciondolato per l'intero appartamento indossando da settembre a luglio un pigiamino di pile infeltrito. 
Lo stesso pigiama. A lavaggio mensile. 
E ascella lasciata così. 
A maggese.
Senza pesticidi, deodorante. 
O SAPONE. 
(Sì. ERA PILE. Ed era infeltrito. Non so se il pile infeltrisca. Il suo sì). 

ANCHE NO. 

E' che una non può andare a vedere un appartamento e chiedere di bollette e consumi, e infilarci anche un "scusa ma te, te le lavi le ascelle, sì?". 
Sono cose importanti. 
Per dire.

E io devo studiare. E laurearmi senza (altri) ritardi. E quindi il fattore casa/coinquiline è fondamentale.  

Anzi toh. Una mi ha anche appena risposto. E da come scrive, mi sta già pure un po' sul ca**o. 
Uffa. 
Ma perché non mi poteva stare simpatica almeno la prima? 
Vabbeh. 


Già il momento è critico che c'ho qua mio padre in fibrillazione per il concerto di Morandi in Arena dato che la mamma è andata giù con l'allegra combriccola di agate amiche sue, e ora mi stressa perché twitti qualcosa per farle salutare, ma alla domanda L'HASHTAG UFFICIALE DELLA SERATA, QUAL è? 

SILENZIO. 

Ma scrivi Morandi!! 

Sì. Sì. Morandi. Ma l'hashtag. Qual è l'hashtag della serata?

Niente. Non ce la fa. 





domenica 29 settembre 2013

Sos Rescue-Rimedi contro la malinconia

Cosa v'è di meglio in una piovosa domenica di fine settembre in cui vorresti solo stare in casa a dormire e ti prende una malinconia che è pari forse a quella tristezza di quando ti metti a guardare Hachiko - Il tuo migliore amico e già dopo venti minuti senti il naso che pizzica e il magone e avresti voglia di singhiozzare perchè TU SAI, SAI GIA'  come andrà a finire il film e pensi a quel batuffolo di pelo che aspetta e aspetta e ti senti un po' come lui, che cosa c'è che non va in m... Torniamo AL POST. 
Insomma è domenica, l'euforia del weekend sta già svanendo perchè tra neanche 12 ore è già lunedì e sei lì triste, alla tv non fanno nulla di interessante e stai leggendo i post di altri blog da due ore e a forza di guardare lo schermo ti senti bruciare gli occhi, l'umidità ti ha fatto venire la pelle del viso lucida nonsisapperché che anche se ti lavi la faccia di nuovo, tra neanche mezz'ora sei ancora qua uguale, vorresti fare un dolce ma sei troppo pigra e quando finalmente apri il blog per scrivere qualcosa senti la mente vuota come Sephora il lunedì mattina quando nessuno osa entrare perché il negozio è GIA' VUOTO e si ha paura di essere assalite dalle commesse.
Maccome? Eri così sicura di te e nelle ultime 24 ore mille volte MILLE hai pensato "su sta roba dovrei farci un post, bisogna che me le ricordi" e ora puff! tutto sparito. E consideri seriamente l'ipotesi di iniziare a usare l'imbarazzante funzione del memo vocale del cellulare, in modo da poter appuntare immediatamente l'idea per non perderla. Ma siamo seri, CHI avrebbe mai il coraggio in questa vita di tirare fuori il cellulare e di mettersi a gridare frasi sconnesse in mezzo al reparto surgelati della Coop?? (perché col mio smarz-phone bisogna urlare... Se non hai un Iphone... Ma vaffanculo). 
Beh, io no. 
Comunque mi sono appena accorta di avere la capacità di divagare che neanche avessi l'Alzheimer, oh. 
Domani chiamo per una visita dal neurologo. 

Cose che ci rendono felici: (city version, ossia se come me abitate in un piccolo paesino di montagna, non tutte le opzioni saranno disponibili ma inserirò anche qualche idea utile da attuare comodamente a casa solo con della carta igienica, un po' d'acqua e della colla vinilica in modo da evitare la depressione da domenica pomeriggio o un qualsivoglia momento della settimana)
lo shopping. Sempre. Che banalità. Quando si è tristi, gli acquisti aiutano sempre, sia che si compri una focaccia o il piumino Aspesi della vita. Ma nello specifico, da studentessa fuorisede squattrinata costretta a passare weekend interi relegata in casa a Verona a studiare con la mia coinquilina durante la sessione invernale d'esami, ricordo che nei pomeriggi di studio matto e disperatissimo ad un certo punto, verso le 6 scoppiava la crisi per entrambe, e dopo infinite disquisizioni sulla deontologia per l'ora d'aria - ma noi ce lo meritiamo! Cit. Coinquilina - finivamo per vestirci in tutta fretta in modo da essere presentabili - si sa che lo studio in tenute imbarazzanti è più proficuo - e per correre in centro con l'umidità del 110% e la nebbia alla ricerca di qualcosa che (e qui cito nuovamente la coinquilina) ci togliesse lo squallore di dosso. Nell'ordine, Zara. La pasticceria (vedi punto seguente). E soprattutto, Kiko.






Kiko nei momenti di tristezza era per noi una sorta di El Dorado. Se sei triste, da Kiko puoi portarti a casa un po' di felicità per 3 euro e 90. Se sei fortunata anche a 1.50 euro. Smalti. O i mascara a 3 euro. E ci bastava quello, comprare un colorato pezzo di leggerezza prima di tornarcene nel grigiore delle quattro mura a consumare la nostra frugale cena stile I mangiatori di patate di Van Gogh per poi rituffarci nello studio. Ma questa ultima e squallida parte è in realtà un epilogo che si è consumato ben poche volte, perché oltre allo shopping abbiamo scoperto un altro bene consolatore che poteva scaldarci i cuori in quel momento tragico. Ed è 
  • IL cibo. E dico IL perché non sto parlando di tutti i cibi. Sto parlando di pasticcini (nel caso di noi poracce, uno a testa, un bignè al cioccolato e una fiammella. Rigorosamente da Cordioli, se era aperto) avidamente ingurgitati prima di avventarci in Via Mazzini, o nel caso lo squallore non fosse stato estirpato anche dopo il raid in centro, di una cena consolatrice a base di cibo cinese (unto. fritto. buono. ma soprattutto, economico) da portare a casa in una sportina puzzolente appestando l'autobus semivuoto della domenica sera, ma che ci frega tanto siamo solo noi qualche omino del Bangladesh e un paio di giovini studenti fuorisede con la valigia che rientrano dal weekend. Nel caso il bisogno di calore famigliare e di affetto sia davvero molto, e in località periferiche dove vi trovate non vi siano pasticcerie/take away cinesi disponibili, consiglio la cara vecchia cenetta fatta in casa. Preparate qualcosa a forno. Così di sicuro vi scaldate e la zona cucina sarà tutta al calduccio. Trovo estremamente consolatoria la pasta sfoglia, torte salate e quelle cose lì. Oppure patate al forno. Aggiungete la salsa rosa e vedrete che vi sentirete decisamente meglio. Sono bandite le cose fredde e dietetiche. 
  • La doccia e i capelli puliti. Molto spesso, l'irritabilità di una ragazza è direttamente proporzionale alla pulizia dei capelli della suddetta. Personalmente (ovviamente mi lavo tutti i giorni) MA lavo i capelli a giorni alterni, la mia coinquilina mi ha iniziato a questa strana teoria secondo cui se sto in casa per più giorni e non esco posso NON lavarmi i capelli in modo da riequilibrare il ph o quello che è e avere capelli superfantastici al lavaggio successivo. Ma io non resisto più di 2 giorni. Certo è che quando li lavo, sono davvero superleggeri e mi sembrano anche più luminosi di prima. La piega viene sempre strabene. E tutta la tensione da capello sporco è svanita. E mi sento superfaiga. 
  • Usare le ciabattine di spugna quando si esce dalla doccia. Dopo anni di infradito in gomma anche d'inverno all'uscita dalla doccia, io dico NO. Mai più. Volete mettere infilare i piedi in queste babbuccette di spugna e avere i piedi al calduccio e nel contempo già asciutti? Ti senti una vera vip anche perché di solito uso quelle degli hotel, sottratti da padreh durante i viaggi di lavoro in giro per l'Italia. Ne ho a pacchi e potrei andare avanti per anni solo con quelle accumulate finora. Li vendono anche all'Ikea a tipo 90 centesimi. Provate amiche e non ve ne pentirete. Vi sentirete come alla Spa. L'unico neo è che hanno sta soletta insignificante che si consuma subito e quindi meglio usarle solo per questo preciso scopo. Astenersi calzini fino al momento di indossare le scarpe al momento di uscire. 
  • Mettere qualcosa di nuovo. Punto che però nel mio caso, include i punti precedenti (shopping, doccia e capelli apposto), ed ecco perché secondo me è sempre meglio tenere i nuovi acquisti per i momenti di tristezza o per la giusta occasione. Non capisco quelli che si comprano una cosa e la mettono subito giusto per lo sfizio. Voglio tenerla per quando ne avrò bisogno, e riporre il capo col cartellino nell'armadio e tirarlo fuori per la prima volta per un momento speciale, anche se è solo un maglioncino di Mango. 
  • Mettersi lo smalto. Colori vivaci o no, quello che vi pare, l'importante è passarci il top coat supergelloso e lucido che ci fa sentire faighe. 
  • Se e solo SE vi sentite particolarmente cessi, e avete la combo pelle impura più capelli sporchi, consiglio anche una pulizia del viso homemade (un po' di vapore con pentolino-asciugamano come per la sinusite, strizzate quello che c'è da strizzare, se riuscite fatevi anche una bella maschera, che tanto c'avete già i capelli sporchi e chissene se il vapore vi fa venire i capelli crespi, tanto sono sporchi quindi andrete di doccia più tardi) ma questa è una roba da pro sotto molti punti di vista e se non ve la sentite c'è sempre l'estetista, anche se tentar non nuoce, tanto fino a prova contraria è domenica e avete 12 ore per tornare di un colorito normale.

Ecco, per ora la mia lista è finita. Andate in pace, amen.