martedì 12 novembre 2013

La scoperta dell'acqua calda: Herno

dark funk



Se non altro per dire "quanti buoni motivi ci sarebbero per doversi comprare un cappotto di Herno". 
Che dio ti benedica, Herno.

E che dio ti benedica, direttore creativo di Herno. 

Sei un genio. 
Hai riunito cappotto e piumino insieme, combinandoli in un ibrido perfetto. 
Hai risolto l'eterno problema del cappotto bellino (che però non tiene caldo), annullando l'effetto Massimo Boldi in vacanze di Natale '84 tipico del piumino. 
Ecco il cappotto per tutti i giorni e/o per la serata invernale (e per dove sto io sarebbe una meraviglia viste le temperature artiche che si raggiungono). 
Peccato che costi UN BOTTO. 
Vista l'innovazione del modello (che in realtà avevo già adocchiato l'inverno scorso, se non erro) a me andrebbe bene pure l'Herno tarocco di Zara o Mango, che di questo passo arriverà per la FW2015, ahinoi. 
Che cosa aspetti Inditex? 
Produci sto cavolo di Herno cheap, no? 
Altro che Isabel Marant, vogliamo Herno per H&M!!

Intanto lasciatemi sognare.  


sabato 9 novembre 2013

Penny loafer. Ne avevamo DAVVERO bisogno?

Avrei potuto dare a questo post un titolo più gentile e meno fazioso di questo, come ad esempio Trend report o Trend alert: Penny loafers ma grazieaddio ho subito cambiato idea. 
Perché non mi va di essere ipocrita e solo perché una cosa viene proposta su riviste e osannata su altri blog vuol dire che è bella per forza. 
Diciamocelo. 
I penny loafers sono brutti. 
Ma brutti brutti.*




*Ok, questo è solo il mio parere personale.
Non potete però dirmi che sono oggettivamente belli.
Non quelli classici, almeno.
E non soprattutto, su un uomo.

Eppoi.
Penny loafers.
Si chiamano penny loafers perché quando andavano di moda si cominciò a diffondere l'uso di infilarvi una monetina, un penny appunto, nella fascetta davanti.

Ma perché?

Così se uno ha bisogno di spiccioli eccoli là pronti?
Ce lo vedete uno fermo al casello autostradale che si leva la scarpa per cercare di estrarre quegli ultimi 10 centesimi che gli servono per il biglietto, con tutti che gli suonano dietro e lui che suda e bestemmia cercando di tirare fuori la moneta, perché sennò tocca dargli il pezzo da 50 euro e hai voglia dopo alla macchinetta darmi il resto di un cinquantone?
Il tizio io ce lo vedrei anche, è la scarpa che è davvero agghiacciante.
Sarà pure un classico, ma lasciamola appunto a chi ha bisogno del classico o continua a pensare che siano di buon gusto, ossia: i vecchietti (mio nonno ne aveva diverse paia in vernice), i tedeschi, qualche esponente della mafia russa e Kanye West.


  
 
 
 


Dimenticavo Michael Jackson (paceall'animasua).
Devo ammettere però che sulle donne alcuni modelli non sono poi così brutti, ma sono comunque più dei mocassini che delle penny loafers, che mi sembrano comunque molto più grossolane e a mio modesto parere meno eleganti anche delle loro cugine slippers (le pantofoline, per intenderci) che a questo punto rivaluto completamente.

Briatore, fatti in là.

   


E comunque devo ammettere che il mocassino non mi dispiace, anzi sono un paio d'anni che lo studio rimuginando e cercando di capire se io sia effettivamente una tipa da mocassino. 
Ma quello leggerino, quello senza la suola grossa da Lurch della famiglia Addams. 
Quello scamosciato, non quello fatto di vernice che poi fa le pieghette orride. 
Insomma, il mocassino come dio comanda.
Perché il mocassino quello vero, quello bello, è di Tod's. 
Di Car Shoe.  
Di Geox.
Di Diego Della Valle, insomma.  





Non me ne vogliate se ho escluso quelli di Gucci che con quel morso dorato lì davanti non mi piacciono affatto, li lascio volentieri alla Charlotte Casiraghi.
Insomma dicevo,  io ne vorrei tanto un paio sul gener Tod's, non dico un Tod's vero perché dovrei vendere un rene per comprarlo - stiamo pur sempre parlando di un mocassino che non abbiamo ancora capito se il nostro io interiore sia o no da mocassino, perché i tipi da mocassino hanno molto charme, sono un po' snob ma anche stoici a resistere anche d'autunno con la scarpa senza calzino (eh sì perché il vero tipo da mocassino lo indossa solo così: rigorosamente senza calzino e io sono pienamente d'accordo), un po' cagacazzi insomma e io non sono una Audrey, una Jacqueline Kennedy e neanche una degli Elkann.  
Forse sono troppo plebea per indossare i mocassini, e con tutto quello che ho spulciato finora, posso dire di non aver ancora trovato un mocassino dignitoso sotto i 100 euro.
E se scelgo un mocassino brutto l'effetto è subito quello di mercatino delle pulci, o di Germania dell'Est. 
Anche no. 
Quindi la ricerca continua (fino a che, già lo so, arriverò a comprare le Tod's vere all'outlet, tra circa 5 o 6 anni... E per allora avrò l'età giusta per indossare il mocassino, e soprattutto per permettermelo spero. Sarò pronta). 
Fino a quel momento mi crogiolerò nelle mie ballerine, ma se avete qualche idea o proposta per dei mocassini o delle slippers carine, fate un fischio!









venerdì 1 novembre 2013

Zalando, piumini e la legge di Murphy

Se c'è qualcosa che ho capito in questi anni di scouting online di abiti, piumini, scarpe è che la legge di Murphy è assolutamente valida anche nel mondo degli acquisti  dei MIEI acquisti online.
La legge di Murphy è la legge secondo cui if anything can go wrong, it will.
Nel mio caso, it ALWAYS will.
Ormai è una filosofia di vita.
Non appena mi decido a comprare qualcosa dopo innumerevoli controlli incrociati di taglie/colori scendendo inevitabilmente a compromessi dato che magari quel preciso colore o la mia taglia non sono più disponibili, non appena clicco per ordinare state pur sicuri che il colore o la taglia del capo perfetto torneranno disponibili.
O peggio, è garantito che il numero della Nike Dual Fusion grigia e rosa tornerà disponibile su Zalando giusto il trentesimo giorno dalla consegna della Nike che ho dovuto ordinare azzurra proprio perché grigia non c'era più.
E già.
Perché oltre al dramma di avere dei piedi da gigante, devo anche sorbirmi lo strazio delle scarpe coi colori da uomo.
E credetemi che quelle da running, si vede se sono da uomo.

Comunque, ne avevo trovate un paio con dei vezzosissimi profili rosa ma appunto secondo la legge di Murphy erano disponibili in tutte le misure TRANNE la mia.
Acquistare quelle azzurre (da donna anche quelle, ci mancherebbe altro eh) è stata una decisione sofferta.
Molto sofferta.
Una volta arrivate a casa le ho messe rimesse provate e riprovate in casa con pantaloni di tutti i tipi perché non ero convinta, facendo attenzione a non sporcarle per poterle eventualmente restituire entro 30 giorni.
Quando alla fine le ho messe per uscire, ormai rassegnata all'idea che non avrei mai potuto avere quelle grigie e rosa, la sera stessa le Nike dei miei sogni e della mia taglia sono tornate disponibili su Zalando.
In promozione al 20% in meno.


Ma vaffancuore.




E quindi non posso fare il reso.
Vabbeh.
Questa è purtroppo una storia che si ripete molto spesso sempre.
Come quando ho cercato un piumino di Aspesi per mesi, amandolo da lontano e tentando di scovarlo online a prezzi dignitosi.
Quando finalmente mi sono decisa a comprarne un altro di un altro brand, ecco che esce la collezione di piumini di Dafne Maio con Alberto Aspesi per OVS a prezzi dignitosissimi.

, Verde militare, hi-res, Rosa cipria, hi-res, Nero, hi-res












Credo siano andati sold out nel giro di qualche giorno, tra l'altro.
Non sono bellissimi?
Ciao Dafne, ciao.

Non oso immaginare cosa accadrà quando mi deciderò a comprare il Montgomery che ho adocchiato alla Benetton.
Ma in quel caso ho deciso di fare alla vecchia maniera, ossia appostarmi il primo giorno di saldi davanti al negozio e al momento dell'apertura sgomitare come un rugbista.
O una vecchietta sull'autobus in città all'ora di punta.
Sia mai che secondo la legge di Murphy io cada per terra e mi rompa il femore.




mercoledì 30 ottobre 2013

Brenda walsh (not) wannabe: gli zaini

but I still prefer bags


Insomma io che a Verona ero tutta carina e andavo finalmente a lezione con le borse(tte) dopo anni di superiori con l'Eastpak, io che degli zaini mi ero proprio stufata e anche la versione più indie dello zaino in pelle mi faceva rabbrividire perché mi sembrava un rimasuglio anni '90 di Beverly Hills 90210 (quello vero, il primo con Brenda e Brandon Walsh e Donna e Dylan e Kelly cisiamocapiti), me ne arrivo bella tranquilla a Trento e scopro che qui tutti usano lo zaino. 
Tutti. 
E di pelle, e di tessuto, con stampe, tinta unita o fatto di stracci quel che vi pare. 
Lo zaino a quel che si dice qua, è IN. 

E io lo detesto. 
L'altro giorno ero lì che mi bevevo tranquilla il caffè seduta con la mia comare BFF e vedo passare queste due tipe uscite direttamente dalla Bayside school, con l'anfibio, la calza coprente, il maglione over con le maniche risvoltate, gli occhialetti tondi e lo zainetto di pelle. 

Wow che novità. 
Che ventata di freschezza. 



Il prossimo passo cosa sarà? 
Abbiamo già il tedio autunnale dei boyfriend jeans a vita alta, che come se non fosse abbastanza, riescono a ingrossare anche le più filiformi. 
Anche la camicia con fantasie improbabili ha fatto la sua ricomparsa. 
Mancano le acconciature col frisé e i tagli di capelli discutibili. 

Per il momento mi accontento dei maglioni over. 
Riguardo tutto il resto...
No.
Non me la sento. 






Bio cosmesi e altre cose che forse non interessano a nessuno

In questo post farò come un incantatore di serpenti. 
Anzi mi incanto da sola, giusto per trovare qualche altra scusa che mi giustifichi perché continuo a comprare roba su internet. 
Ma non solo vestiti o scarpe, o borse. 

Ultimamente faccio come le vecchie che guardano le televendite, sto ore su internet e compro saponi, rulli per dipingere. 
Tra un po' mi compro la scopa elettrica a vapore. 
O un piumone coprimaterasso. 
Sì piumone, un giorno ti avrò e sarai mio e soltanto mio, ci apparterremo l'un l'altra e nessuno ci separerà. 

Ma partiamo con ordine, sennò che incantatrice sono? 

Dunque, chi mi conosce sa che io ho un'anima green. 
Faccio sempre la differenziata separando con attenzione i materiali cercando di non farmi sfuggire nulla (anche in viaggio! Sembra una cavolata ma guardate che non è facile viaggiare/magari trovarsi a mangiare in treno e all'arrivo in stazione dover buttare bucce di mele/tovaglioli/sacchetto del panino o quelle cose lì... Quando lo faccio e mi rassegno all'idea di dover gettare tutto nell'indifferenziato mi piange il cuore, sarà che da noi in Trentino la differenziata si fa da molti anni o che sono solo una che si fa troppi problemi sempre e da sempre), sto attenta a non sprecare la carta e l'acqua, cerco di usare i mezzi il meno possibile anche se in questo periodo causa Università e ginocchio mi tocca usare l'auto (che per inciso, volevamo comprare ibrida ma alla Toyota ci hanno detto che per un'ibrida come la volevamo noi avremmo dovuto aspettare la bellezza di 180 giorni MINIMO). 
E credetemi che questo stile di vita ha comportato una serie di prese in giro non indifferenti da parte delle mie coinquiline negli anni scorsi. 


Comunque.
Ultimamente grazie alla mia amica Black Swan sto in fissa per i prodotti cosmetici eco-bio, leggo sempre  mi faccio sempre leggere e tradurre gli INCI (ossia la lista degli ingredienti di un prodotto) da Black Swan e ho finalmente imparato che i siliconi-dimeticoni-un par de co...oni sono per la mia pelle un categorico MAI PIU' CON.  
Forse sarà che solo a guardarli mi vengono dei punti neri grossi come limoni? 
Vi giuro che io invidio profondamente tutte quelle mie amiche che "nooo guarda io uso la Nivea soft da una vita, mai avuto problemi..." e hanno una pelle compatta e luminosa che io posso solo sognare, nonostante io stia lì a farmi il gommage settimanale, le maschere purificanti, usi latte detergente, tonico o acqua micellare SEMPRE e abbia provato innumerevoli creme più o meno costose. 
Devo ammettere però che da quando sto più attenta a ciò che mi metto in faccia, la mia pelle è notevolmente migliorata e ad essere sincera, anche le mie finanze (perché in giro ci sono un sacco di creme che costano una cifra e sono piene di schifezze o semplicemente di paraffina liquida. E che una cosa costi un botto non significa necessariamente che sia di qualità). 
Quindi ora leggo e mi informo prima di comprare qualcosa, anche se come già detto sono un bersaglio facile e quando passo davanti a Lush o da L'Occitane provo l'irrefrenabile desiderio di entrare e comprare ma sto facendo davvero lo brava e cerco di resistere (tipo alcolista anonima. Ciao, sono A*** e non uso roba dal profumo nauseabondo da un anno e mezzo). 

Quindi ecco, al momento uso un po' di tutto ma cose che comunque non contengono troppe schifezze.
Oddio, non fraintendete... Non è che io mi lavi il viso con la rugiada e come crema usi la clorofilla di foglie d'acacia distillata, non sono così Pro. 
Però sto attenta e anzi, ho scoperto diversi prodottini che non sono niente male, però vi avverto che se siete di quelle che No io la roba la compro solo in profumeria vi dico già che questa nun è robba pe' vvoi. 
Quello della cosmesi bio da pellegrina (aka persona con una visione oculata delle proprie finanze) è un mondo difficile, fatto di lunghe ricerche online su blog e forum dove troverete un universo parallelo ENORME e dove perderete le notti leggendo ogni commento. 
E perderete anche qualche pomeriggio per cercare di riprodurre gli intrugli che le bio-eco fregne vi propongono. 
E oltre a perdere tempo, se siete come me perderete anche la pazienza perché le ricette anzi LE COSE non vi vengono come a loro dei forum. 


Tipo l'henne ambrato.
Checcazzo.  

Comunque, tutto questo per dire che another world is possible senza spendere un occhio della testa per avere prodotti decenti anche per truccarsi (tipo i minerali della Nevecosmetics o della e.l.f.) o per - e qui uso terminologia da Pro - la detersione quotidiana. 

Tipo questo. 




Questo sapone di Dr. Bonner all-in-one, in teoria è sia per corpo che per il viso, a base di sapone di marsiglia biologico-ecologico tutto quanto 'nzomma, deterge senza aggredire ma pulisce. 
Pulisce a fondo. 
Sgrassa ma non aggredisce. 
Do you know what I mean?
La mattina ti alzi unticcia, e sei già piegata dalla sofferenza per esserti dovuta alzare e non c'hai voglia di stare lì col latte detergente e il tonico, i detergenti in gel ti fanno tirare la faccia che neanche fossi Ivana Trump all'ennesimo lifting e questo di prima mattina TI URTA, quindi ecco la soluzione. 
Ti lavi la faccia con questo, ne basta una gocciolina per fare una schiumettina che ha un buon profumino agli agrumi, tea tree o lavanda, menta boh vedete voi e vi sgrassa tutto, il profumo di pulito che sa di buono vi risolleva l'umore e la pelle subito dopo non tira.  
Quanto poco ci basta per essere felici? 

Ve lo dico io.

Sette euro o poco più. 
Su Asos, però (ho appena ricontrollato, il prezzo è aumentato un pochino ed è rimasto solo quello alla rosa). 
Da &Other Stories costa un po' di più e per le poracce come noi che non sono di Milano a questo costo si aggiungono le spese di spedizione. 
Stessa cosa su ebay. 
Ma figliole andate e ravanate in giro nell'intero mondo universo web e qualcosa signore mie, qualcosa troverete.
Compratelo amiche e non ve ne pentirete! 
Se non altro per le scritte assurde con raccomandazioni in inglese che riempiono l'intera bottiglietta e che potrete divertirvi a leggere nei momenti di noia chessò quando siete sul water e state dando prova di voi stesse contro la stitichezza. 
Per dire. 


Tutto questo teatrino inutile per dire che mi era finalmente arrivato il pacco di Asos e che sto sapone che sto usando da qualche settimana ormai, è davvero una bomba. 
Ve l'ho detto che sarei stata come un'incantatrice di serpenti, no?